Natale strano

Ilaria B., classe 4ª Muzzano

C’era una volta una bambina di nome Ilaria che aveva nove anni, Simona ne aveva dieci, una volta invitò la sua amica che disse:
- Che ne dici di andare a fare una gita in un prato a piazzare una tenda?-
Ilaria rispose:
-Per me va bene, però devono essere d’accordo i nostri genitori!-
Allora andarono dalla mamma di Ilaria, che era in cucina e Simona chiese:
-Ciao Lorenza come sta? Le volevo chiedere se potremmo andare in campagna per stare un po’ assieme da sole.-
-Va bene, però vi accompagno io!- disse la mamma.
Era il giorno dopo, avevano preparato degli zainetti con dentro la biancheria e l’utile per lavare, nell’altro c’era il cibo e nell’ultimo anche i sacchi a pelo, quattro per sicurezza.
Allora si parte, EVVIVA ! Arrivate a un prato, scesero dall’automobile e salutarono la mamma.
Andarono avanti, a un certo punto trovarono un posto meraviglioso, montarono la tenda, posarono i sacchi a pelo, presero il tavolino pieghevole giallo per mettere il cibo. Poi il tavolino a forma di valigia gialla, andarono fuori e si aprì di colpo, così mangiarono.
Venne notte, Ilaria e Simona andarono a letto, ad un tratto una bambina sconosciuta costruì un pupazzo di neve, strano però. Era uno strano, stranissimo pupazzo, aveva come scarpe le infradito e come mani dei rami magici, erano di un marrone diverso dal solito, erano marrone terra massiccia.
La mattina dopo erano le 7.11, le ragazze si svegliarono, la sveglia faceva “DRIN, DRIN, DRIN” e fecero colazione.
Arrivò una lettera indirizzata ad Ilaria e Simona:

10’12’.06

Ciao care bambine, come state ?
Spero bene!
Oggi vi devo dire che fra un po’ dovrete ritornare a casa, perché arriva la neve.
Avete dormito bene oggi? Spero di sì, vi verremo a prendere il 22.12’.2006
Adesso vi salutiamo, baci e abbracci dalle vostre mamme!
Ciao, ciao, arrivederci, bacioni !!
da Lorenza e Sonia.
Baci bacioni

Era di nuovo notte, erano le 22:01 e iniziò un temporale FORTISSIMO e Simona e Ilaria dissero:
-Come mai è arrivato il temporale?-
All’improvviso un gnomo apparve e disse:
-AH, AH, AH, AH, CHE bambine schifose! -
-Non siamo SCHIFOSE, HAI CAPITOOO ?- risposero in coro Ilaria e lasua amica .
Lo gnomo si chiamava Dottore Marus Salus, ma lo chiamavano tutti il Terribile.
Lo gnomo disse :
-Abra cadabra fal do sdaas , tu diventi vivo !!-
E il pupazzo di neve diventò vivo e vegeto, le due bambine presero un bastone di legno e cercano di colpire lo gnomo, ma non ci riuscirono, perché era tanto veloce, velocissimo. Ad un certo punto arrivò un’amica delle due, si chiamava Sara. Poi giunse pure la bambina che aveva costruito il pupazzo di neve e dopo un po’ lo sconfissero. Erano tutte contente, perché ce l’avevamo fatta!
Alla fine per festeggiare tornarono nella tenda a prendere i barattoli e le tazzine. Nei barattoli c’erano dei biscotti e nelle tazzine una cioccolata calda.
Salutarono le amiche che le avevano aiutate e corsero a letto perché domani si ritornava a casa.
Era l‘alba, si svegliarono presto, avevano messo via tutto e arrivò la mamma di Ilaria e Simona, giunte a casa le due bambine si salutarono.
Era quasi NATALE, avevamo preparato l’albero con le bocce colorate di rosso e giallo e d’oro e argento.
Mancavano solo pochi giorni a Natale (undici giorni).
Ilaria andò a sciare con un’amica di famiglia di nome Katia e sua figlia l’ha lasciata a sua mamma.
La pista da sci si trovava a Rovio.
Arrivarono lì alle 9:00 del mattino, erano partite alle 7:00 da casa, Katia disse:
-Sei contenta ?-
-Sono contentissimaaaaa!_rispose Ilaria.
Avevano sciato al mattino sino alle 12:00, pranzarono bevendo una cioccolata calda, sciarono anche al pomeriggio fino alle 16:00, tornarono a casa che erano le sette e mezza.
Mancava un giorno solo, un giorno solo!!!
Scrissero una lettera a Babbo Natale, lei e suo fratello. Ilaria scrisse così:
Caro Babbo Natale
vorrei delle magliette, dei pantaloni e altro
Ciao da Ilaria Boll
Auguri, auguri per un tranquillo Natale!
Ciao
A Natale nevicò, era tutto calmo. Come questa filastrocca in rima:
L’ha scritta Ilaria.

Natale
La neve cade già,
Natale e qua,
che bellezza questa qua,
fiocca fiocca qui,
ma che cosa sarà?
È l’allegria del Natale,
che porta nei nostri cuori.
Ogni bambino un regalo vorrà,
sotto l’albero tutto quello che volevi arriverà,
è tutto ben in mostra,
impacchettato,
infiocchettato,
così bene che è peccato aprirlo,
che ci sarà ?
Doppia sorpresa a chi lo dà, a chi lo riceve.
Buon Natale!

Lo stesso giorno Ilaria la lesse alla sua famiglia.
A Natale era stato bellissimo, peccato che è durato poco, ci dovrebbe essere sempre!
Dopo un paio di giorni era Capodanno e dopo otto giorni finirono le vacanze e iniziò la scuola. Da lì ritornò tutto alla normalità.
Alla prossima avventura nevosa!