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Lucilla e Semus erano fratelli. Erano orfani, loro padre si era imbarcato con la moglie molti anni prima e da allora non si erano più visti. Ora vivevano con la loro nonna che però ormai era vecchia e così toccava a loro sbrigare le faccende domestiche, cucinare, fare la spesa e, considerato che erano sempre impegnati, non potevano andare a scuola.
Una sera, visto che il fuoco si stava spegnendo, uscirono a raccogliere legna.
Si avvolsero nei loro sgualciti mantelli e si avviarono verso il bosco, sprofondando nella neve fresca.
Erano appena entrati nella boscaglia, quando videro un coccodrillo
che passeggiava tranquillamente con in bocca un regalo.
Semus disse:
-Certo che questa foresta è strana. Un coccodrillo non si vede tutti i giorni.-
Era vero che i due non erano mai andati a scuola, ma alla sera la loro nonna leggeva loro vecchi libri sui cavalieri e sui draghi, gli aveva spiegato che esistevano degli animali che assomigliavano ai draghi, ma non avevano le ali non sputavano fuoco. Si chiamavano coccodrilli.
I ragazzi decisero di seguire l’animale.
- Non abbiamo altra scelta comunque. Ci siamo distratti e abbiamo dimenticato la strada, mi dispiace! Meglio che lo seguiamo, peggio di così non può andare!- disse Lucilla sconsolata.
- Ricordi cosa diceva la nonna? Bisogna sempre continuare a sperare! Seguiamo quell’animale, scommetto che ci porterà fortuna!- replicò Semus fiducioso.
Dovevano aver fatto rumore, perché il coccodrillo si voltò e li vide.
Mentre loro si preparavano al peggio, lui si avvicinò, se li mise in groppa e partì correndo a rotta di collo. Non si fermò finché non si trovarono davanti a un cartello:
Benvenuti nella città
del
NATALE
Entrarono e un omone vestito di rosso gli venne incontro. Di solito Lucilla quando vedeva un uomo travestito da Babbo Natale piangeva o gli urlava che era un imbroglione, una volta gli aveva persino strappato la barba finta.
Tutti avevano trattenuto il respiro. I genitori di solito cercano di non deludere i bambini tenendo nascoste loro delle cose, ma se poi vengono scoperti, i bambini si sentono imbrogliati.
Così sperando di prevenire una scena simile Semus disse:
-Se ne vada brutto imbroglione, non vede che fa star male mia sorella....- ma si interruppe stupito quando vide la gemella che si lanciava tra le braccia dell’omone.
-Oh Semus, non fare lo stupido. Non puoi non riconoscerlo, lui è l’unico, il vero Babbo Natale!- gli disse.
Babbo Natale si voltò e Semus vide la sua faccia oscurarsi.
-Tu sei uno di quelli.- borbottò lui.
Ma i ragazzi che avevano l’udito fino lo sentirono e chiesero:
- Chi sono “quelli”?-
Babbo Natale sospirò, sembrava molto più vecchio e stanco di come appariva sui cartelloni che erano stati appesi sui muri di tutta la città.
-Vedi- disse rivolto a Lucilla- tuo fratello non può entrare qui.-
-Perché?- disse la ragazza cominciando a piangere.
-Lui non crede più nelle storie di fantasia e di felicità, perché si è rassegnato a vivere in un mondo pieno di guerre e per entrare qui bisogna saper sperare nel trionfo del bene!-rispose l’individuo. -Ma voglio darvi un altra possibilità.
Tenete, per te Lucilla il fiore della speranza, se ne regali un petalo a una persona ella continuerà a sperare cose felici, per te invece Semus il medaglione del serpente. Libera il serpente e lui striscerà nei cuori della gente portando felicità. Adesso dovete andare sull’orlo della Terra del Natale e lanciate i petali e il medaglione e quest’anno ci sarà un Natale più felice.
E così fecero e vissero nel paese del Natale per sempre.
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