Il giro del mondo in otto giorni

Davide, classe 4ª, Grono

Tutto comincò a Londra nel piccolo appartamentino di Harold  Barton nel viale Madison Street 10 39 80 71 pz7.
Come tutte le mattine alle 5: 30, Harold Barton si prepara, fa la doccia, la barba e si veste, saluta  tutti i suoi 15 figli, e giù per le scale del palazzo a  massima velocità. Pochi secondi dopo eccoci nel suo bel maggiolino, a quel maggiolino gli voleva più bene che ai suoi 15 figli.
Una ventina di minuti dopo parte dall'aereoporto di Londra, all'aeroporto di Northampton, c’è la sua officina di lavoro, è stufo di fare avanti e indietro da Londra a Northampton.
Nel 2091 cioè l’anno scorso, ( vi ricordo che siamo nell’anno 2092 ) gli era venuta un’ idea fantastica:
costruire una macchina volante e provarla subito, in poche parole fare il giro del mondo in otto giorni, pazzo vero?
Gli ultimi giorni perfezionò il macchinario. Dopo circa 6-7 giorni:
“Ci siamo !!!” Alle 5.30 di mattino mezzo cortile si svegliò e arrivarono sette ambulanze perché quasi tutti presero un infarto dal brutto risveglio.
Harold Barton finì velocemente sui giornali  per essere il primo uomo ad aver inventato la macchina volante.
Il giorno tanto aspettato da Harold Barton finalmente arrivò.
Alla partenza milioni di persone accorsero per vedere. 5 o 6 minuti dopo si vide Harold Barton ai comandi del suo macchinario. Ed ecco che partì, in poche ore arrivò in Francia, si fermò poco e come al solito mangiò qualcosa come 16 crêpès. Continuando il suo viaggio arrivò in Spagna.
Voleva visitare un po’ ma non aveva tempo. Non poteva neanche fermarsi a mangiare ma ebbe un’ idea fantastica: andare al fast food a prendere un paio di tortillas.
Viaggiò tutta la notte e per tenersi sveglio teneva la radio a 50 di volume.
Il primo giorno era già passato, era un po’ in dietro con i tempi di marcia ma a lui non li faceva assolutamente niente.
Durante il tragitto di notte passò a Napoli, Atene, Istambul e arrivò all`alba alle 5:50 di mattino a Tbilisi, la capitale della Georgia.
Con un po’ di problemi al macchinario alle 15:30 di pomeriggio arrivò in Kazakhistan, più precisamente a Guryev.
A mezzanotte in punto Harold Barton arrivò in Cina, (era rientrato nei tempi di marcia)” a Pekino”!!
Urlò supercontento Harold. La sua fame era incontrollabile e 5 minuti dopo l'arrivo a Pekino harold era già seduto su una sedia di un ristorante. Come menu ordinò arrosto di criceti  con un contorno di patate e un tocco di vermi in padella che davano un saporino irresistibile al piatto.
Era ancora nei tempi di marcia ma se non si sbrigava rischiava di uscirne.
Alle 23:10 arrivò in Giappone, lì nacquero i primi problemi . A causa di un guasto al motore Harold perse 3 giorni e sommati ai due di prima non ne rimanevano più tanti.
Ripartì e qualche ora dopo arrivò in Alaska, e visto che era molto indietro con i tempi di marcia non si fermò.
Attraversò il Canada , il Colorado e alla fine arrivò  in Messico, dove si fermò ma non per molto .
Arrivò finalmente negli Stati Uniti e lì attraversò quasi tutti gli stati fino ad arrivare a New York e lì si fermò per la notte.
Gli restavano ancora 2 giorni. Harold per un attimo pensò che non ce l’avrebbe fatta, ma non si perse d’animo.
La mattina seguente Harold  alle 4:30 era già pronto per partire. Migliaia di persone lo aspettarono a Northampton.
Attraversò tutto l’oceano atlantico. Le persone di tutto il mondo erano state avvisate che Harold Barton sarebbe arrivato probabilmente entro il settimo giorno. Finalmente intravide le prime isole del Inghilterra.” Finalmente l`Inghilterra!!! “ Harold era già sul territorio dell’Inghilterra, e poche ore dopo arrivò a Northampton. Migliaia di persone applaudirono al suo arrivo. Alle 20:31, 19 secondi, 6 centesimi di secondi e tre decimi di secondi atterrò. Tutti i suoi 15 figli :Med, Diego, Sem, Arnoldo, Filippo, Sara, Katia, Maria, Patatina, Bonza, Uma, Chicca, Ida e Nicolle, più naturalmente sua moglie Caterina lo abbracciarono e baciarono uno alla volta. Harold Barton pianse dall’emozione, salutò tutti coloro che erano presenti all’arrivo, prese in mano il microfono e fecce un discorso.
Harold Barton ricevette 41 milioni di dollari, 10 milioni li donò ai paesi poveri che incontrò durante il suo viaggio. Gli altri 31 milioni li usò per comprarsi una villa da sogno à Holliwood.