UN'IMPORTANTE MISSIONE

Ciao Vladi,
sono ancora io, Sara di Muzzano.
Due settimane fa abbiamo in classe svolto delle redazioni partendo da dei ritagli di giornale. La mia e quella del mio compagno di 5ª Ricky ci sembrano molto buone e te le spediamo per, se vuoi, pubblicarcele!
Sono molto contenta che mi hai pubblicato la storia sulla cioccolata.

Salutoni da Sara ed anche da Ricky
C'era una volta una ragazza di nome Sidny. Viveva in una lussuosa villa bianca in riva al mare, in Tokyo, con la sua tigre Nina.
Sidny spense la tv e andò in bagno. Si pettinò, si lavò i denti e si guardò: era vestita con un pigiama rosa con sopra un orsacchiotto viola che sorrideva. Gli fece una boccaccia. Ormai era grande !! Aveva quindici anni! Si ricordò di colpo che oggi doveva andare a lavorare!! Fece un salto dallo spavento e urlò. Guardò l’orologio e vide che mancavano solo trenta minuti all’appuntamento. Corse in camera e si vestì in fretta. Uscì dalla villa lasciando di stucco giardiniere e “tata”. Infilò il casco e saltò sul motorino. Con un gesto veloce lo accese, e partì a razzo.
In venti minuti arrivò a un palazzo di forma rotonda, tutto bianco con delle grandi finestre da cui si intravvedevano appena le ombre di tavoli, computer, lampade... Sidny fece un sospiro profondo e entrò. Su una fiancata dell’edificio c’era scritto a lettere cubitali : FBI.
Arrivò davanti alla segretaria e chiese:
- Sono Sidny Lindoor, mi avevano richiesto di lavorare qui, e di andare all’ufficio trecentoquaranta, sa dov’è?-
- Si, signorina Lindoor, è al terzo piano, corridoio a destra.- rispore lei facendomi un sorriso e dicendo:
- Vedrai, ti piacerà lavorare qui!-
- Lo spero! Arrivederci.-
Sidny salì per le scale, fino al terzo piano, per poi svoltare a destra, e vedere la porta di un ufficio con scritto sopra: trecentoquaranta. Bussò.
- Avanti!!- rispose l’uomo.
La ragazza entrò un po’ timorosa, e balbettò:
- S...sono Sidny...-
- So chi sei. Entra. Siediti. Ti ho chiamata perchè i tuoi insegnanti mi hanno detto che sei molto brava. Volevo così averti nel mio istituto...-
- Be’, allora,... mi dica che cos’è questo lavoro!!-
- E va bene. È,... l’agente segreto.-
- Mmmm. Accetto il lavoro!!-
Due ore dopo Sidny era già in viaggio, verso la casa della nonna. Il direttore che si chiamava Mach aveva contatti con la sua nonna, e così le aveva svelato che anche lei un tempo era un agente segreto.
La nonna si chiamava Lina, e abitava in piena campagna.
Sidny con il suo motorino rosso seguì la strada e in poco tempo si lasciò alle spalle la città per trovarsi in campagna inoltrata, fino ad arrivare in un paesino, e passare tra le viuzze. Si ricordava bene che la casa della nonna era ai margini del paese, così si diresse a sud.
Arrivata in fondo vide una lussuosa villa e si disse “Sono a casa.”.

La villa era di legno di betulla laccato e lucidato, con il tetto in piode, la porta era in legno di abete, con la maniglia in oro e con incastrati dentro dei rubini e degli zaffiri. Il giardino, aveva l’erba tagliata perfettamente, da cui crescevano anche delle margherite e delle campanule.
La villa era “sospesa” su una collinetta, e cerchiata da un muro a secco. Le ringhiere erano di sasso e ai loro piedi crescevano rose gialle, bianche, rosse e rosa. Per entrare nella villa si dovevano salire grandi gradini di pietra consumati per il tempo. Al centro del giardino c’era un cerchio di ciotoli rotondi e a rombo, di color rosa e giallo. Al centro del cerchio di ciotoli c’era una fontana da cui usciva una carpa di marmo che spruzzava acqua dalla bocca. Ai piedi della casa cresceva un rampicante, che cerchiava le finestre quadrate da cui si intravvedevano delle tendine di pizzo.
Era magnifica. Sidny salì i gradini di sasso, attraversò il giardino e passando vicino alla fontana accarezzò la carpa di marmo. Arrivò alla porta e bussò. La nonna aprì e quando la vide esultò:
- Sidny!!! Quanto tempo è passato!- e le due si abbracciarono.
- Nonna Lina, sono venuta per dirti che ho preso una decisione. Ora ho un lavoro, che è ,...l’agente segreto.
- Lo so.Oh tesoro quanto sono fiera di te! Ma ora vieni, ti devo dare delle cose. Ti serviranno nella tua carriera da agente segreto.-
Così dicendo la portò in una stanza sorvegliata da due guardie.
Le guardie si spostarono dalla porta, lasciando che Lina facesse il codice per entrare.
- Hai molta sorveglianza qui!!- esclamò Sidny.
- Bisogna essere prudenti se hai cose preziose e di MOLTO valore.-
La porta si aprì, e dopo essere entrate le guardie chiusero l’uscio e si rimisero al loro posto.
- Bene.- disse la nonna prendendo una scatola di madreperla anche quella con un codice a impronta digitale e tre lucchetti. Lina prese un mazzo di chiavi e aprì i lucchetti, poi mise il pollice su una macchina che al centro aveva un foglio liquido che aprì la scatola di madreperla.
- Ecco, questo è un rossetto registratore. Non ti farà dare nell’occhio e potrai registrare senza problemi.
Questo è un orologio da dove potrai contattare i tuoi colleghi in caso di necessità, o di difficoltà.
Questa è una collana di cuoio rosso, con attaccati un rubino, uno zaffiro, uno smeraldo, un diamante, un turchese e infine un’acqua marina. Ti aiuteranno in caso di difficoltà.
Questa spilla a fiore è speciale. Schiacciale il centro e i suoi petali si metteranno a girare, e sarà un’ arma letale.
Questo bracciale ha tre funzioni. La prima è quella di poter analizzare sostanze. La seconda è che schiacciando una pietra uscirà una corda lunghissima, con in cima una biforcazione di ferro. Ti porterà in salvo tante volte. La terza è che schiacciando il topazio uscirà un pezzo di ferro affilatissimo che ti taglierà le corde, in caso che ti abbiano catturata e legata.
Ah, e ho una cosa anche per la tua tigrottina Nina. Un collare utile. Ha sopra un segnalatore, e tu potrai vedere dove andrà con il braccialetto. Schiaccia il rubino e uscirà un radar che ti dirà dove si trova. Almeno la tua tigre ti potrà seguire sempre nelle tue missioni.- detto ciò Lina consegnò a Sidny i preziosi oggetti, e la ragazza esclamò:
- Ma in villa non saprò dove metterla tutta questa roba preziosa!!-
- Non la nasconderai come me, ma la terrai sempre addosso!- ribattè lei in tono severo.
- Almeno sarai più al sicuro!!- detto ciò, la “super nonna” uscì dalla stanza e disse:
- Ora sarà meglio che ritorni a casa, piccola furbacchiona!-
-Nonna non sono più la piccolina di una volta! Ora sono grande!- rispose Sidny uscendo dalla porta e scendendo dagli scalini di pietra corrosa.
- Ciao!! E grazie per gli oggetti!!- e così dicendo saltò sul motorino rosso con disegnate le fiamme, infilò il casco e partì.
In meno di un’ora fu a casa, esausta scese dalla motocicletta e tenendo il casco in mano attraversò il giardino, salutò con un gesto il giardiniere e entrata in casa si cambiò e si infilò nel letto.
A mezzanotte sentì Nina che saliva sul letto con un balzo e si appallottolava tra le gambe. Alle 9.06 la sveglia suonò: “ Craaa, craaa. Cra, craaa!!!” infatti la sveglia era a forma di rana e per svegliarla gracidava.
Si stiracchiò e vide Nina: dormiva profondamente. Ne approfittò per infilarle il collare.Lei, subito dopo che la padroncina gliel’aveva infilato, si svegliò. Si guardò il collare, e poi, guardò Sidny con occhi interrogativi. Lei le fece l’occhiolino e con il pollice alzato le disse:
- Stai benissimo!-
La tigrotta si dirise verso lo specchio e si guardò. Poi uscì dalla stanza.
Sidny allargò le braccia in tono di disappunto. Andò vicino all’armadio, l’aprì e scelse l’abito. Era in maglietta fucsia e pantaloni a vita bassa, con una cintura rosa con sopra scritto “baci e abbracci” .
Prese una borsetta nera con scritto “baby bag” e ci mise dentro il rossetto registratore, al polso il braccialetto e l’orologio, e al collo la collana di cuoio. Corse fuori e saltò sul motorino, diretta al lavoro.
Alle 10.34 era già in sede e il direttore la chiamò subito. Aveva la testa tra le mani, e sussurrava di tanto in tanto; “ OHH povero me!! OOHH povero sciagurato!”. Quando Sidny entrò, alzò subito gli occhi e le disse:
- Cara Sidny, è successa una cosa terribile! Avremmo aspettato, facendoti fare degli allenamenti, ma ahimè è successo!-
- Cosa è successo?- la ragazza si sedette su una poltroncina bianca.
- C’è un “tesoro”, come gli attrezzi che ti ha dato tua nonna, ma che è una collana, ha la forma di un pesce con le lische visibilmente tempestate di diamanti, che quando la tocchi e dici tipo: “ VOGLIO UN MILIONE DI YEN” lei te li fornisce!
- WOW!- gli occhi di Sidny si riempirono di yen che cadevano verso il basso. Poi però si ricordò che c’era un problema. Tornò se stessa e chiese:
- Che problema c’è?-
- Dei ladri sono riusciti ad avere delle informazioni e sono partiti per prenderla!- negli occhi Sidny vide tuttti gli yen o scomparire polverizzati o strappati a metà. Mise la mano sul cuore e con aria un po’ deficiente disse:
- Io, Sidny giuro che salverò quella collana, ma....-
- “Ma...” che cosa?-
- Ma... a costo che salvata quella collana riceva un milione di yen!-
- D’accordo. C’è un yet privato che ti sta aspettando qui fuori.- disse il direttore con aria pacata.
- Dove andrò?-
- In Messico. A Hermosillo.-
Così Sidny salutati parenti, cugini, tata russa, giardiniere turchino, nonna Lina, (ecc.) salì sull’aereo.
C’erano delle poltroncine bianche di cuoio, dei divanetti con vicino un finestrino, un tavolino con sopra un piatto, e tutte le posate, con il foglio del menu.
“Bello qui!” pensò Sidny sedendosi a gambe incrociate su una poltroncina. Guardò il menu:

CIBO

Patatine fritte con carne e contorno di insalata.
Minestra di verdure con pollo fritto.
Pollo bollito con finocchio e carote ( sempre bolliti)
Pesce cotto in padella con riso in bianco.

BIBITE

Sprite
Coca Cola
Vino bianco
Vino Merlot
Acqua minerale
Acqua naturale


- Mmmm, hostess!!!- disse Sidny immersa nel menu.
- Sì, signorina?-
- Vorrei del pesce fritto con riso in bianco da mangiare e da bere dell’acqua minerale.-
- Ok, ve li porto subito. Ah, tra l’altro, metta i tacchi in quei due buchi, se non vuole essere sballottata di qui e di là, e si allacci la cintura.-
- Ma cosa..?...- solo in quel momento si accorse che l’hostess era attaccata al pavimento dai tacchi e c’era come un “ascensore” che la portava fino all’angusta cucina.
Poco dopo l’aereo fece cinque giravolte su se stesso, e le posate, bicchieri e piatti... rimasero al loro posto!! Sidny si guardò i piedi; veniva tenuta ferma dai tacchi! Saranno stati quei buchi?
Il pilota avvisò che (dopo due ore di giravolte!) stavano per atterrare. Sidny, con l’umore a terra, la nausea e una stanchezza incredibile scese dall’aereo e due guardie le indicarono una limousine rosa punk che l’aspettava di fuori dall’aeroporto e le diedero il biglietto dell’appartamento dove doveva andare. La ragazza si trascinò fino alla limousine e salì portandosi dietro la valigia. Arrivata all’appartamento andò nella sua camera, si mise a letto e si addormentò all’istante.
Alle 8.00 la sveglia-rana gracidò; “Cra, craaa! Cra, craaa!Cra, cra, craaa!”
Sidny era in forma, si stiracchiò e in tono solenne disse:
- Collana a pesce, arrivo!!-
Uscì e due massicce guardie del corpo le dissero:
- Noi essere Bing e Bob. Noi proteggere te da impostori. Limousine rosa punk aspettarti qui fuori.- pronunciò una guardia vestita di nero con occhiali nero carbone. “Quello dev’essere Bob.” l’altro era perfettamente uguale, ma portava un cappello nero in testa.
Sidny salì sulla limousine che partì a razzo all’istante.
La ragazza ammirava il paesaggio che la circondava: era magnifico! Di tanto in tanto si scorgevano alcune cittadine nel deserto, dove alcuni messicani riposavano sulle amache con il sombrero che gli coprivano il viso.
Arrivarono davanti a delle rocce, che più che rocce sembravano una montagna. Lunghi pezzi di pietra massiccia si alzavano verso l’alto, come se volessero toccare il cielo.
Una pietra si alzò, e la limousine entrò nella grotta. Era buio pesto e i fari illuminavano le pareti. La roccia si richiuse all’istante dopo il loro passaggio.
Sidny pensò “ Siamo fregati! Se i ladri della collana sono qui dentro, non potrò scappare in caso di difficolà. Però neanche loro lo potranno fare. Ma c’è un piccolo problema: è buio pesto!”
Ma Sidny non sapeva che quella era una base,.. dei suoi colleghi!
Di colpo delle luci si accesero e la limousine salì su una piattaforma.
Fecero scendere Sidny che subito attaccò con una raffica di domande:
- Dove siamo? Perché siamo qui? Ci sono i ladri? Mi metterete alla prova?...-
Ma subito Bing le fece cenno di stare zitta. Sidny guardò allibita lo schermo liquido, che si muoveva come una massa d’acqua solida.
- Andiamo.- disse Bob.
- Andiamo dove?! Lì dentro?!?!- balbettò deglutendo.
- Andiamo.- disse Bing.
- Nossignore!! Io non mi suicido!- Sidny si accorse che stava facendo i capricci come una bambina piccola. Le due guardie la presero per le braccia mentre lei si ribellava. La trascinarono fino davanti allo schermo, da lì Sidny avrebbe potuto toccare l’acqua-solida con le dita!
Bob mise la faccia a un decimetro da quella di Sidny e disse:
- No suicidio! Vivere! Ma tu smettere di fare piccolo coniglio impaurito!-
- Cosa? Tu mi hai chiamato piccolo coniglio impaurito?-
- Yes!- rispose Bob con aria di sfida, guardandosi le dita.
- COSA?? Brutta faccia di gabinetto!- Sidny rispose con altrettanta ironia.
- Scoiattolo ciccione.- Bob sembrava davvero divertito.
- Budino di insalata ripieno di spinaci!- Sidny gli fece la linguaccia.
Bob arricciò il naso: odiava le verdure!
- Faccia di mattone!- Bob la guardò aspettando la risposta. Ora era propio scoppiata una rissa a parole! Bing prese Sidny per la maglietta e i pantaloni, alzandola da terra, mentre lei continuava a fare la rissa a parole:
- Testa a mongolfiera!-
- Faccia a computer!-
- Marziano con le antenne!-
- Piccolo bruco verde e peloso!-
Prima che Sidny potesse ribattere Bing buttò Sidny nel foglio d’acqua-liquida. Lei scomparve dentro la massa gelatinosa “appesa” al muro, e incorniciata da pezzi di ferro. Poi fu il turno di Bob, e prima che entrasse Bing, gli diede un pugno da dietro la testa.
- Ouch!- fu la risposta di Bob prima di entrare nel foglio d’acqua-solida seguito da Bing.
Sidny cadde fuori dal foglio liquido e rotolò su un prato, finendo in uno stagno dall’acqua cristallina, e con tanti pesciolini rossi e gialli che le nuotavano in tondo.
Quando Bob uscì dall’acqua-solida e vide la ragazza seduta in un laghetto, con l’acqua che le arrivava alle costole, dei pesciolini rossi e gialli che le sguazzavano attorno, i vestiti fradici e una foglia di ninfea in testa, e che diceva cose tipo “Accidenti a Bing! Questi vestiti mi sono costati cari!” oppure “Se lo prendo,... lo licenzio! È tutta colpa sua!”, si mise a ridere a crepapelle. Poco dopo arrivò fuori dal foglio liquido Bing, che inciampò in un sasso, rotolò sull’erba, e finì dentro allo stagno proprio vicino a Sidny. I due si guardarono, per un attimo in silenzio, poi iniziarono a urlare tutti e due facendo un baccano incredibile. Bob aiutò Sidny a uscire dallo stagno insieme a Bing per poi affermare:
- Voi così buffi! Io avrei dovuto filmarvi! Sareste andati a “Paperissima sprint”!- come risposta Bing le diede un pugno sulla schiena e Bob finì dentro lo stagno urlando e stramazzando.
Quando Bob fu anche lui asciutto iniziarono a marciare verso un palazzo tutto nero, ai bordi di un precipizio.
Arrivarono davanti al fossato: dentro c’era una melma nera come la pece, da cui saliva del vapore, e dalla melma di tanto in tanto si sprigionava qualche bolla che poi scoppiava una volta che si era gonfiata.
Dall’altra parte, si vedeva che il ponte levatoio, una volta era abbassato, e ora, di quel vecchio ponte levatoio si notava solo una grande spaccatura. “L’hanno fatto crollare. Sapevano che sarei arrivata.” si disse Sidny .
“Qualcuno ci ha tradito. L’avranno pagato per fare la spia. Tutto ciò non è leale. Come potrebbe essere solo un’apparenza. Non mi fido, ormai è meglio. Se però tutto questo fosse solo istinto, potrei dirlo a Bing e Bob. Ma se fosse la realtà,... allora sarebbe una cosa sciocca dire tutto ai colleghi. Neanche a Bing e Bob, perchè se sono loro i traditori, spifferebbero tutto ai loro “superiori”. Meglio stare zitta.” Sidny aveva ormai un grande sospetto. Solo la realtà avrebbe potuto toglierlo.
Bing fece roteare una corda sopra le loro teste, togliendo Sidny dai suoi dubbi. Bing lanciò abilmente la corda dall’altra parte del fossato.
- Bravo Bing! Tu essere esempio per me!- applaudì Bob entusiasta.
- Grazie, grazie!- esultò Bing inchinandosi.
Sidny schiacciò una pietra e uscì il radar. Il “funghetto” di metallo volteggiò 10 volte su se stesso e fece un rumore tipo “ brzzzz, ziz!” e il radar ritornò nel bracciale. Sidny lo guardò sbigottita, non capiva! Uno schermo grande 3,5 cm che faceva un rumore tipo “ Beeep! Beeep!Beeep!” e una mappa di dove era Sidny apparvero. Un puntino rosso si muoveva in fretta verso est, e lei era a sud! Disse a Bing e Bob di aggrapparsi a lei, mirò i merli delle mura del castello e schiacciò il topazio.
Una freccetta partì seguita da una corda lunghissima. Sidny sentì che la corda doveva andare fino alla biforcazione che ora era attaccata a un merlo. Si lasciò andare e subito la corda iniziò ad avvicinarsi in tutta fertta al merlo. Dietro di sè sentì Bing e Bob che urlavano come pazzi. Fece segno loro di tacere. Arrivati in cima alle mura tolse la corda dal merlo e avanzò fino a una pistola contenente anestetico. “Perfetto!” si disse caricandola e portando con sè delle munizioni. Avanzò con dietro di sè Bing che era pallido e Bob livido. Vide che alla fine delle mura c’era una scala per scendere e una porta. Mise la pistola davanti a sè, pronta a ogni attacco. Ma... a quel punto si accorse che non era un castello quello ma,... una città!
La città sembrava deserta, come una città fantasma! Uno scricchiolio la mise in allerta. Si fermò e puntò la pistola a anestetico verso la provenienza del rumore. Dalla scaletta di legno saltò fuori una tigre nera a strisce rosse, con i denti scoperti. Sidny sparò e la freccetta si conficcò nel fondoschiena dell’animale. Quello stramazzò al suolo completamente addormentato. La ragazza vide le due guardie del corpo che legavano le zampe dell’animale. Dicevano che lo ritenevano più sicuro. Poi le legarono un nastro sulla bocca, Bing borbottava che se lanciava il segnale ad altre tigri (se ce n’erano!) sarebbero stati circondati, e allora UNA pistola ad anestetico non li avrebbe salvati.
Scesero dalle scalette, attenti a non fare il minimo rumore.
Sidny schiacciò la pietra del braccialetto e uscì il radar, che questa volta al posto di volteggiare su se stesso aprì un foro e...:
- Cosa credi? Che volteggiare su me stesso mi piaccia? Eh no! Mi fa venire il mal di testa!-
- E io che ci posso fare? È il tuo lavoro!- Sidny non sembrava affatto stupita, ma un po’ lo era.
- Prova un po’ tu a volteggiare dieci volte PRECISE su te stesso!- il funghetto non voleva mollare.
Però volteggiò e si chiuse nel braccialetto. Sidny vide sul monitor che Nina si era fermata.
“Strano. Meglio muoverci finchè è ferma!” corsero per le strade cercando di non fare rumore. Ma ahimè! Bob schiacciò una cartaccia e lei fece un versaccio. Nessuna tigre venne. Sidny si schiacciò contro un muro sospirando di sollievo. Continuarono a correre freneticamente, finchè la ragazza non vide Nina guardarsi intorno. Sidny la prese e la sgridò sottovoce. Però si ricordò della collana e si mise a correre verso il nero castello, vide due sentinelle al portone. “Non ci voleva!” pensò. ( aveva lasciato Bob e Bing in una catapecchia, con Nina, per sicurezza.)
Sparò da dietro un albero alle due sentinelle, poi corse nella fortezza.
Arrivando nel salone principale vide la collana su un cuscino di velluto rosso. Corse, la prese, e schiacciò il teletrasportatore. Arrivò alla catapecchia di Bing e Bob, prese in braccio Nina, e tutti e quattro si teletrasportarono a Tokio, nell’ufficio di Buk, il capo di Sidny.
- Ciao! - esclamò vedendola. -ce l’hai fatta!- aggiunse ancora.
- Già! È stato bello. Ecco la collana a pesce.- Sidny porse l’importante collana a Bak.
Così Sidny ricevette un milione di yen, divenne super-famosa e visse felice e contenta, con la nonna Lina, la tata, il giardiniere, Nina e... Bing e Bob.