L'ORO NELLO YUKON

di Massimiliano, classe 4a elementare di Grono (Cantone Grigioni)
Bob, il povero cercatore, stava setacciando come al solito, con il suo cane Scotty che lo osservava. Passò John con il suo gruppo. Bob gli chiese dove andava. - Vado all'emporio a comprare nuovi attrezzi, perché i nostri sono rovinati. Me li posso permettere, perché abbiamo appena trovato un filone d'oro, non molto grande, ma ci basta -. Beato te! - disse Bob, guardando i suoi attrezzi tutti ammaccati e graffiati. - Io non ho trovato neanche una pepita! - confessò. - Non ho nemmeno da mangiare -. La miniera di Bob era vuota e neanche in acqua trovava niente. - Bè, devo andare. Buona fortuna! - disse John . - Buona fortuna anche a te - rispose Bob. In realtà si odiavano a vicenda, ma preferivano far finta di niente, anche se Scotty, ogni qualvolta passava John, si metteva a ringhiare, mostrando i denti e abbassandosi, come se fosse pronto ad attaccare. Il giorno dopo, Bob si alzò alle quattro e mezza, come al solito. Ma quella mattina l'aria era stranamente fredda, anche se la miniera dove dormiva, visto che non aveva la tenda, era sempre fredda. Infatti era giunto l'inverno. Fuori era tutto innevato e non si distingueva nessun oggetto. Proprio quando Bob uscì a guardare, passo John, ma stavolta sedeva sul suo carro, stessa cosa i suoi compari. - Dove andate così attrezzati? - chiese Bob. - Queste terre stanno diventando troppo fredde, così noi ci spostiamo in un altro paese più caldo - rispose John.- Potrei aggregarmi anch'io? - domandò Bob.- No, mi dispiace, non abbiamo abbastanza soldi e provviste per un altro - affermò John.- Peccato - disse Bob. In realtà egli aveva un carretto e un mulo ma non possedeva i soldi per il cibo e le coperte. - Allora addio! - disse John allontanandosi. Qualche ora dopo Bob e Scotty rimasero completamente soli. Anche gli altri cercatori e i padroni degli empori erano partiti.
Nei giorni seguenti il freddo diventò sempre più pungente e Bob tentava invano di riscaldare un po' se stesso e Scotty. Il fiume era coperto quasi completamente di lastre di ghiaccio quindi Bob poteva cercare solo nella miniera. Ma egli si stancò presto di restare così rintanato e finalmente decise di partire malgrado le continue tempeste di neve. Era privo di qualsiasi provvista.
Dopo pochi chilometri l'aria era già più tiepida e proprio allora Bob vide una grande aquila dalle penne di un colore stranamente blu. Gli parve che l'aquila lo stesse seguendo perché, qualunque strada prendesse, essa era sempre sopra di lui.
Ben presto passò in mezzo ad un piccolo villaggio. Appena ne fu fuori sentì una strana voce dire: - Bob, se attraversi il fiume tra cento passi e poi cammini sempre dritto fino alla montagna troverai una grotta. Se vai nel fondo dell' antro e cominci a scavare, troverai un grande filone d'oro - C - c - chi è? - chiese balbettando Bob, non vedendo nessuno lì intorno. - Sono Saphira, l'aquila sopra di te - disse la voce. - Era vero quello che dicevi prima? - chiese Bob ancora perplesso e sospettoso. - Certo! Presto, prima che lo scopra qualcun altro! - rispose la voce. Così Bob seguì il consiglio ed in effetti trovò l'oro! Egli divenne ricco ed ebbe sempre tutto quello che desiderava. Quando John lo venne a sapere si arrabbiò talmente che scappò e nessuno ebbe più notizie di lui. I suoi compagni formarono un gruppo con Bob, che divenne il loro capo. Pure Saphira visse sempre con loro.
Anche nel fiume trovarono l'oro e da allora non si esaurì mai, neppure dopo la morte di Bob.