Sembrava tutto vero!
Lodovica, classe quarta di Muzzano

Ciao! Io mi chiamo Vanessa e ho la passione per le avventure e, soprattutto, per gli animali. Frequento la 3ª media. Sono dolce e amichevole, ho dei capelli così lunghi e neri che quando brilla il sole sembrano viola! Ok, però non volevo raccontarvi questo (sono un po’ chiacchierona), ma la mia stranimalesca avventura, una storia vera che è accaduta pochi giorni fa proprio alla sottoscritta. Siete comodi? Bene! Allora cominciamo!
Ero nel bosco dietro casa con il mio cane Attila, un pastore bernese di tre anni, quando mi cadde in testa un grosso libro. IO, curiosa come sono, cercai di aprirlo, ma notai che un grosso lucchetto di ferro me lo impediva. Della chiave non trovai nessuna traccia, ma guardando intensamente il libro, scorsi un foglietto color verde che sporgeva di qualche millimetro. Facendo molta attenzione a non romperlo, era molto delicato, lo tolsi dal vecchio tomo e lo lessi.

PER APRIR IL LIBRO
TROVAR LA CHIAVE TU DOVRAI
I FOLLETTI T’AIUTERAN
ALZA LA TESTA E LO SAPRAI
DOVE NASCONDERSI LORO DOVRAN!
RICORDA SOLTANTO CHE L’AVVENTURA
COMINICIA QUA!

Giselle

Avevo la testa tempestata di pensieri. Chi era questa Giselle?
Cosa significava “ ALZA LA TESTA E LO SAPRAI DOVE NASCONDERSI LORO DOVRAN! “?

Non sapevo cosa fare! Rilessi il messaggio e provai ad alzare la testa e, meraviglia delle meraviglie, sui rami dell’albero accanto a me c’era una splendida cittadina in miniatura, con casette fatte di foglie; al posto delle auto e delle motociclette, qua e là, da un ramo all’altro, saltavano cavallette e grilli. Capii che era il mondo folletto, così mi arrampicai.
Arrivata al primo ramo abitato, chiesi informazioni ad una giovane folletta, che, appena vide cosa era scritto sul bigliettino verde, mi accompagnò fino alla cima della vecchia pianta dove c’era un cestello, non più grande di un bimbo di quattro anni. Siccome ero troppo grande per entrarci, dovette farmi diventare poco più grande di lei; non sapevo che i folletti potevano ingrandire e rimpicciolire (a dir la verità non sapevo nemmeno che esistessero!).
Ora vi chiederete che fine ha fatto Attila, nemmeno io lo sapevo, ma supponevo che fosse tornato a casa.
Così entrammo accompagnate da una guardia. Arrivati davanti ad una grossa porta di castagno (da quando mi avevano rimpicciolita sembrava tutto gigantesco), la guardia aprì la porta e un anziano, che sembrava molto saggio, e lo era, si alzò dalla vecchia sedia a dondolo e ci venne incontro dicendo:
- Salve nipotina, chi hai portato oggi? Una nuova amica? –
- Ciao nonno, lei è Vanessa, l’ha mandata Giselle, a quanto pare ha bisogno della chiave! – rispose la giovane.
Io mi intromisi:
- Scusate se ve lo chiedo, ma chi è questa Giselle? –
- Sacra è lei, il libro è la sua casa, la nostra migliore alleata, è Giselle la magica pennuta, una splendida civetta! – dissero in coro i due folletti.
Io rimasi zitta zitta e l’anziano si diresse verso la sua sedia a dondolo e aprì un cassetto spuntato dal nulla, tirò fuori una piccola chiave d’oro e mi disse:
- Tieni la chiave, fai attenzione, è una missione difficile e mia nipote Sandy verrà con te! –
Uscite da castello io tirai fuori il libro e inserii la chiave nel grosso lucchetto, che senza nemmeno girare si aprì magicamente. Una forte luce gialla ci abbagliò per pochi istanti, poi apparve una civetta che ci salutò:
- Ciao Vanessa, ciao Sandy, vi devo assegnare una nuova missione: ho perso il mio anello magico dentro al libro e non riesco a trovarlo, potreste aiutarmi? –
Noi rispondemmo in coro:
- Sììììì! –
- Bene! Seguitemi! –
E sparì dietro al libro seguita da due follette (noi!)
Dopo essere precipitate lungo un tubo, ci ritrovammo in un bellissimo prato pieno di colori e tante piante di un verde smagliante, quando sentimmo una voce provenire dall’alto.
- Seguite il fiume fino alla grotta del sole! –
Mi guardai attorno e scorsi il fiume e mi misi a correre seguita da Sandy. Mi fermai esausta davanti ad una grande grotta e chiesi:
- È questa? –
- Certo! –
- Bene! Allora entriamo! –
Camminammo a lungo contro una parte rocciosa e umida che però finiva dopo pochi metri dentro un lago blu intenso. L’istinto mi diceva che b-sognava attraversarlo e raggiungere l’altra sponda, sulla quale qualcosa produceva una luce accecante. Mi buttai in acqua e cominciai a nuotare freneticamente trascinandomi dietro Sandy.
La luce diventava sempre più forte e noi sempre più esauste, per fortuna il lago non era molto grande! Restammo a bocca aperta quando sco-primmo che a produrre quella luce abbagliante era l’anello magico; io lo toccai e mi ritrovai nel nero assoluto, così mi svegliai di colpo.
Era solo un sogno!!! Mi misi a ridere.
È finita così la mia avventura; se mi capiterà ancora una cosa del genere ve la racconterò!
Ciao, alla prossima!